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Economia

I Dazi di Trump: Un’Economia In Bilico, Mercati in Caduta

L’introduzione dei dazi commerciali da parte dell’amministrazione Trump, progettati per “liberare” l’economia americana, ha avuto l’effetto contrario sui mercati globali, generando una vera e propria tempesta finanziaria che ha colpito i principali listini mondiali. Da Parigi a Wall Street, da Milano a Francoforte, i mercati hanno registrato crolli significativi, con un impatto particolarmente forte sui settori legati all’energia e al lusso.

Mercati Globali in Picchiata

La Borsa di Parigi ha visto una flessione del 3%, mentre Wall Street ha chiuso con un -2,76%, con il Nasdaq che ha subito una caduta superiore al 4%. In Europa, i principali listini hanno seguito una tendenza simile: Milano ha perso il 2,8%, Francoforte il 2% e Londra l’1,43%, sostenuta da tariffe più leggere rispetto agli altri Paesi. Madrid ha registrato una perdita dell’1,23%, mentre il mercato globale ha risentito pesantemente dell’incertezza economica.

Settore Energetico e Materie Prime Sotto Tensione

Uno degli effetti più evidenti della crisi è stato il crollo dei prezzi del petrolio, con il greggio WTI in calo del 7%, scendendo a 66,67 dollari al barile. La caduta del greggio ha avuto un impatto diretto sulle azioni di colossi energetici come Tenaris (-8,22%), Saipem (-6,86%), Prysmian (-5,08%), Antofagasta (-7,25%) e Anglo American (-6,44%), tutte sotto pressione a causa della combinazione di tariffe commerciali sulle materie prime e del calo dei prezzi del petrolio.

La situazione è peggiorata ulteriormente con l’aumento inaspettato delle scorte di petrolio negli Stati Uniti, che ha spinto ulteriormente al ribasso i titoli delle grandi compagnie energetiche. BP (-5,52%), Shell (-4,57%), Eni (-4,3%) e TotalEnergies (-4,02%) hanno subito pesanti perdite. Anche il gas ha visto un forte calo, con il prezzo del gas sulla piazza di Amsterdam che ha registrato una discesa del 5,88%, scendendo a 38,84 euro per MWh per le consegne di maggio.

La Pressione sul Settore Bancario e il Lusso

Anche il settore bancario ha visto un crollo, con istituzioni come Standard Chartered (-10,41%), HSBC (-7,46%) e Unicredit (-6%) che hanno sofferto sotto il peso delle tariffe imposte dagli Stati Uniti. Santander (-5%), Popolare Sondrio (-4,98%), Intesa Sanpaolo (-4,33%), Banco BPM (-4,21%) e Mps (-2,06%) hanno visto scivolare i loro titoli a causa della crescente preoccupazione per una possibile recessione globale generata dalle politiche commerciali statunitensi.

Il settore del lusso, tradizionalmente visto come un rifugio sicuro in tempi di incertezze economiche, non ha evitato la tempesta. Marchi come Puma (-12%), Pandora (-11,34%) e Adidas (-9,55%) hanno visto un drastico abbassamento dei loro valori azionari, insieme a Burberry (-8,07%), Swatch (-6,95%) e Richemont (-6,12%). Anche brand italiani come Cucinelli (-5,42%), Moncler (-2,75%) e Ferragamo (-4,78%) sono stati colpiti dalla discesa dei mercati.

Settore Automobilistico: Ferrari e Porsche Resilienti

Il comparto automobilistico non è stato esente dalle perdite, con Renault (-2,89%) e Stellantis (-2,98%) che hanno subito cali rilevanti, mentre Ferrari (-2%) e Porsche (-1,57%) hanno visto perdite meno accentuate, grazie alla percezione che i loro modelli di business possano essere meno vulnerabili ai nuovi dazi commerciali rispetto agli altri produttori.

Il Dollaro e l’Oro Sotto Pressione

Anche il dollaro ha risentito della situazione, scendendo a quota 0,9 euro e 0,765 sterline, con una flessione rispettivamente del 2% e dell’1,1%. Al contrario, l’oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio in tempi di crisi, ha invertito la rotta, cedendo lo 0,78%, portando il suo valore a 3.071,42 dollari al barile.

Conclusioni

I mercati globali stanno vivendo uno dei periodi più turbolenti degli ultimi anni, con i dazi commerciali imposti dall’amministrazione Trump che stanno minando la fiducia degli investitori e accelerando il rischio di recessione globale. Il settore energetico, quello bancario e il lusso sono tra i più colpiti, mentre il settore automobilistico si mostra più resiliente, con Ferrari e Porsche che riescono a limitare le perdite.

Le tariffe sulle materie prime e i timori legati a un rallentamento economico globale continueranno a pesare sui mercati, con l’incertezza che resta elevata. Gli investitori dovranno monitorare attentamente l’evolversi della situazione per navigare questo periodo di instabilità.

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